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Amore 14 PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciubo   
domenica 26 settembre 2010

Prendendo spunto dall’ultimo romanzo di Federico Moccia, vorrei pubblicare un estratto che mi ha particolarmente colpito, vuoi perché mi ci ritrovo visto che anche io vado moto, vuoi per altro, sono rimasto veramente colpito… buona lettura…

“… avevo appena finito di fare una videochiamata con skype… era andata male ma me lo aspettavo, non avevo niente da dire, non riuscivo proprio

a spiccicare parola tanto erano i miei pensieri annebbiati nel futuro, nel come fare capire che nella vita bisogna capire chi ti sta affianco… ma anche quella volta la solita storia. La telefonata era finita al solito con qualche frase spiacevole, ma tanto dovevo immaginarlo…

Chiudo il pc e salgo in moto, 10 minuti dopo sto entrando in una rotatoria, ma non sto guardando la strada, ho ancora i pensieri per lei… Ma me ne accorgo, ho sbagliato traiettoria..

Cerco di riprendermi, provo a frenare, sento la ruota anteriore che sta per cedere e lascio i freni. Sono troppo veloce, devo frenare ancora, al limite. Questa volta non mi va bene, sento l’asfalto che si avvicina e la moto che comincia a scivolare. Mi fermo addosso ad un guard-reil, sono tutto rintronato e ho perso colorito, provo a rialzarmi, ho ancora il casco in testa ma non ci riesco ho poche forze, mi rimetto seduto e provo ad accendermi una sigaretta. Niente di rotto mi sembra… guardo il mio braccio, è pieno di asfalto e sangue. Arriva l’ambulanza e mi redarguisce sul fatto della sigaretta, mi carica all’interno e comincia a grattarmi l’asfalto dal braccio… strillo come un bambino e penso al perché mi è successo tutto questo, sembra che stiano utilizzando della carta vetrata. Mi vogliono mettere dei punti quindi mi portano in ospedale… ci arrivo. Strillo di dolore mentre mi iniettano con una siringa dell’acqua ossigenata nella ferita, e ti mando un sms. Tu non cogli, e così come con le altre cose. Dopo tanto dolore finalmente sono a casa, sto nel letto, non posso girarmi sul lato sinistro… Ho ferite sulle braccia, vicino al ginocchio e sulla caviglia, ma penso di averne una più grande nel cuore…”

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Ultimo aggiornamento ( domenica 26 settembre 2010 )
 
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